Storia UNITALSI

 

 Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali (U.N.I.T.A.L.S.I.)

 

L’Associazione è nata nel 1903 alla Grotta di Massabielle, meglio conosciuta come Grotta di Lourdes, situata alla periferia di questa piccola cittadina.

Ideatore dell’Unitalsi è un giovane ammalato  romano di ventitré anni, Giovanni Battista Tomassi, nato il 29.11.1880, figlio dell’amministratore dei Principi Barberini, affetto da una forma artritica acuta e irreversibile e in carrozzella da quasi dieci anni; è molto sofferente nel corpo, ma soprattutto è molto tormentato nello spirito per la sua ribellione a Dio e alla Chiesa. Avendo saputo dell’organizzazione di un pellegrinaggio a Lourdes, il Tomassi chiede di parteciparvi con l’intenzione ben precisa, se non avesse ottenuto la guarigione, di compiere uno scandalo, un gesto di clamorosa sfida e bestemmia: suicidarsi ai piedi della Madonna.

Siamo alla fine di agosto 1903; Giovanni Battista Tomassi è carico di rabbia per la malattia che lo tormenta, è nutrito di anticlericalismo e viene descritto da un altro partecipante, il Prof.Carlo Costantini,  che poi nel 1909 viene nominato Vice Presidente dell’Associazione,  come un giovane dallo sguardo truce: “Il suo sguardo così fiero, direi sprezzante, gli alienava quella naturale e profonda simpatia che ogni anima cristiana sente verso l’infelice” (**).

Non è pensabile, per il suo tormento spirituale, che il Tomassi, recandosi a Lourdes, avesse in tasca una corona del rosario; è invece certo che ha con sé una pistola per attuare il suo gesto disperato. Accade però che, giunto alla Grotta dove l’Immacolata era apparsa a Santa Bernadette, viene colpito dalla presenza dei volontari che aiutano i malati ad entrare nella Grotta per pregare e percepisce appieno che la condivisione amorevole dei volontari dava conforto, speranza e serenità ai Sofferenti.

 

Per tutti i giorni del pellegrinaggio è smarrito, sconvolto, taciturno e insieme pensieroso; non ottiene il miracolo, non attua il proposito di suicidarsi, ma alla stazione di Lourdes, al momento del rientro, chiede di parlare con il direttore spirituale del pellegrinaggio, il Vescovo Mons.  Radini Tedeschi, al quale con totale serenità, consegnando la pistola, dice:  “Ha vinto la Madonna. Tenga, non mi serve più! La Vergine ha guarito il mio spirito”. Ed aggiunge:  “Se Lourdes ha fatto bene a me, farà bene a tanti altri ammalati”. Manifesta così al Vescovo e al giovane sacerdote che lo accompagna, Don Angelo Roncalli, poi Papa Giovanni XXIII, l’idea di fondare una specifica associazione.

 

L’incontro con la Grotta di Lourdes provoca un profondo cambiamento in Tomassi che non ottiene la guarigione del corpo, ma certamente quella dell’anima ed è un uomo nuovo. Si era accesa in lui la luce della Fede? Sicuramente! 

 

La sua conversione è provata da una cartolina, datata 29.08.1903 e indirizzata alle sorelle, sulla quale, oltre ai saluti, scrive:  “Pregate!” Una sola parola che nella semplicità del messaggio racchiude la storia, il mistero di una istantanea, imprevedibile e sbalorditiva conversione.

 

 

 

Quella dell’Unitalsi è una “storia di servizio” che dal 1903, anno della sua fondazione, si è sempre alimentata del desiderio di essere uno “strumento” nelle mani di Dio, per portare la speranza dove c’è disperazione, un sorriso dove regna la tristezza.
È una missione semplice che si nutre del desiderio di vivere il Vangelo nella quotidianità, offrendo, ciascuno secondo le proprie possibilità, un contributo fondamentale per costruire una società dove ci sia spazio per la carità. 
Questa è la nostra missione che si costruisce ogni giorno grazie all’impegno smisurato di quanti abbracciano il cuore della nostra associazione che, partendo dai pellegrinaggi, con l’aiuto della Provvidenza, ha realizzato una serie numerosa di progetti in grado di offrire risposte concrete ai bisogni di ammalati, disabili, persone in difficoltà.

Vogliamo essere uno strumento di “carità operativa” e di “carità creativa” nelle mani del Signore. Vogliamo condividere un impegno per costruire la speranza. I molteplici ’Progetti Unitalsi’ rappresentano una opportunità per quanti vogliono condividere con noi questa missione di carità, scegliendo l’ambito più vicino alla propria sensibilità e alle proprie attitudini.